La storia
Ordine
dei "Poveri Cavalieri di Cristo", fondato nel 1118 da Ugo de Payns e
altri otto cavalieri rimasti a Gerusalemme dopo la Crociata, venne così
descritto da alcuni cronisti del tempo:
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"Alcuni
cavalieri, amati da Dio e ordinati al suo servizio, rinunciarono al
mondo e si consacrarono a Cristo. Con voti solenni, pronunciati
davanti al patriarca di Gerusalemme, si impegnarono a difendere i
pellegrini contro briganti e predatori, a proteggere le strade e a
fungere da cavalleria del Re Sovrano. Essi osservavano la povertà, la
castità e l'obbedienza, secondo la regola dei canonici regolari. I
loro capi erano due uomini venerabili, Ugo di Payns e Goffredo di
Saint-Omer.All'inizio, solo nove presero una così santa decisione e
per nove anni servirono in abiti secolari e si vestirono di quel che i
fedeli davano loro in elemosina. Il re, i suoi cavalieri e il signore patriarca provarono grande compassione per questi uomini nobili che avevano abbandonato tutto per Cristo e donarono loro alcune proprietà e benefici per provvedere ai loro bisogni, e per le anime dei donatori. |
| E poichè non avevano chiese
o dimore di loro proprietà, il re li alloggiò nel suo palazzo,
vicino al tempio del Signore. L'abate e i canonici regolari del tempio
diedero loro, per esigenze del loro servizio, un terreno non lontano
dal palazzo; e per questa ragione furono chiamati più tardi
TEMPLARI." GIACOMO da VITRY (storico e vescovo di Acri), "Historia orientalis seu Hierosolymitana". |
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a
queste umili origini l'ordine divenne in breve il più potente e il più
organizzato esercito del tempo. Questo anche seguendo la Regola, una serie di
rigide norme che dettavano il comportamento dei cavalieri in pace come in
battaglia e di cui riportiamo di seguito alcuni articoli.
| 17 - Comandiamo che tutti i
fratelli portino abiti dello stesso colore, bianco, nero o bigello.
Concediamo ai fratelli cavalieri di portare, se è possibile tanto
d'estate quanto d'inverno, manti bianchi (...) 18 - Ma tali vesti non dovranno avere abbellimento alcuno né segno di vanità (...) 162 - (...) E' consentito indossare il cappuccio di ferro senza attendere il permesso, ma non toglierselo. (...) 164 - (...)il maresciallo ordina a cinque o sei, fino a un massimo di dieci fratelli cavalieri di proteggere lui e la bandiera; e questi cavalieri devono sbaragliare il nemico tutto intorno al gonfalone e dare il meglio di sé, senza dividersi o abbandonare la posizione (...) (articoli tratti dalla Regola e Statuti dell'ordine dei cavalieri Templari) "Mio buon fratello,
chiedete una cosa molto grande, perchè del nostro ordine non scorgete
che l'apparenza. Vedete bei cavalli e splendenti armature (...) ma
ignorate gli aspri comandamenti che si nascondono dietro a tutto ciò:
poichè sarà penoso per voi, che siete padrone di voi stesso, farvi
servo degli altri (...)" |
a
potente organizzazione si ramificava sempre più, acquisendo innumerevoli beni
in occidente, destinati (almeno in origine) alla difesa dell' Outremer
(territori al di là del mare). Temuti dai saraceni fino al punto da fare
ordinare al Saladino - noto in molti momenti per la sua umanità - di non
prendere prigionieri fra le fila dei Templari.
CAVALIERI TEMPLARI (introduzione alla storia
|
"Templari
impuri, Ospitalieri infami, ognuno pieno di zelo e senza debolezze,
tutti formano come un nodo di vipere, serpenti dalla pelle screziata,
uomini fulvi, dagli occhi azzurri, sui loro cavalli neri (...)" IMAD-AD-DIN AL-ISFAHANI (storico), "Conquista della Siria e della Palestina da parte del Saladino". "Essi marciano
preceduti da una bandiera nera e bianca che chiamano "Beaussant",
il nero per la terra, il bianco per il cielo." |
l
loro potere in occidente continuava a crescere. Contemporaneamente si verificava
una grave crisi per l'ordine; nel 1291 cadeva Acri, l'ultimo baluardo difensivo
in Terrasanta, venendo così meno la prima ragione d'essere dei Templari. Il
potere ancora esercitato e le ricchezze accumulate attirarono le brame dei
potenti. Nel 1314 dopo un processo-farsa voluto dal re di Francia Filippo il
Bello, il papa Clemente V sancì il definitivo scioglimento dei Templari.